HOME / APPUNTI DI VIAGGIO DI UN VIAGGIATORE SCOMODO

L’ARTE CONTEMPORANEA A PORTATA DI MOUSE

APPUNTI  DI  VIAGGIO

Amo l’arte, trovo   ancora interessante visitare  le mostre e le rassegne in galleria, ma soprattutto amo il web, tutto ciò che vi è dentro, ormai  è una  condizione  irrinunciabile a chi si occupa e cerca di  diffondere l’arte. Non essendo succube del diritto d’autore e delle funeree biblioteche intese come archivi statici di conservazione della cultura ufficiale,  sono attratto immensamente dalla comunicazione in tempo reale dentro e fuori  il villaggio globale.  Da qui  nasce l’interesse profondo alla dimensione virtuale  con la creazione e la “messa in opera”  dello Spazio Ophen Art Gallery e del Bongiani Ophen Art Museum.  

Ecco chiarita la realizzazione delle  mostre interattive progettate  via Web  che io faccio e anche  la  conseguente presentazione di  una raccolta  che  seppur incompleta di testi critici e recensioni scritti in più di un ventennio di lavoro che oltretutto  risultano ancora  attuali e profetici. Testi che ho formulato nel tempo, suddivisi per autori, per dibattito e  anche per strategia poetica. Poi vi sono i testi recenti  al fuori di una inutile classificazione di tendenza e di parrocchia, dedicati  ai più importanti  artisti contemporanei, i miei artisti, quelli che io amo, i miei compagni di strada e di vita, Insomma, quasi una raccolta e una collezione ideale dei desideri che si trasforma   nel web da  archivio privato dei miei pensieri a  straordinario archivio  globale libero e  profondamente  democratico.   

Per caso o forse per necessità mi ritrovo ad essere oggi un interlocutore scomodo e autosufficiente, direi  un  pò artista e un pò blogger, un pò poeta e un pò gallerista, e  forse,  lucido osservatore del nostro  presente.

  Bongiani Arte Contemporanea

Segretery:
Biografia di Giovanni  Bonanno:
 

  

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/

IL NUOVO MUSEO VIRTUALE ITALIANO

Il Bongiani Ophen  Art  Museum  è il nuovo museo on-line di Arte Contemporanea. Un nuovo spazio espositivo  creato e diretto da Sandro Bongiani  & Giovanni Bonanno in continua evoluzione che presenta  un’ampia scelta di artisti in “Permanenza Virtuale Con/Temporanea”, è un’opportunità unica per tutti coloro che vogliono godere la qualità e l’emozione dell’arte contemporanea.  Il Museo  Virtuale Italiano di Arte Contemporanea  non ha spazio fisico ed è visibile 24 ore su 24.  

Movement: Contemporary Art | Art Moderne | Photography | Mail Art Salerno, Italy Address: Via S. Calenda 105 84126 Salerno (Italia).Phone: 089 56 48 159 Fax: 089 56 48 159Contact-Directors/Staff–  Sandro Bongiani &  Giovanni Bonanno e-mail: bongiani@alice.it / bongiani@libero.itwww.collezionebongianiartmuseum.it | www.ophenvirtualart.it     https://ophenartecontemporanea.wordpress.com/
IL  BONGIANI MUSEUM: LA COLLEZIONE BONGIANI OPHEN ART MUSEUM

CONTEMPORARY ART COLLECTION

COLLECTION OF CONTEMPORARY GRAPHICS

Visita la Demo.http://bongiani.artsteps.com/exhibitions/1839/Permanent_collection


Artisti presenti

  Sala 1   Vettor  Pisani

Sala 2   Mario  NIgro

Sala 3    Romano  Notari

Sala 4     Joseph  Beuys

Sala 5    Vittore  Baroni

Sala 6    Lancillotto  Bellini

Sala 7    Serge  Segay

Sala 8    Anna  Boschi

Sala 9    Ryosuke  Cohen

Sala 10    Carlo  Ramous 

Sala 11    Guy  Bleus

Sala 12    Mariano Filippetta

Sala 13    Bruno  Cassaglia 

Sala 14   Mauro  Molinari

Sala 15    Andrea  Bonanno

Sala 16    Alessandra  Angelini

Sala 17    Pascal  Lenoir

Sala 18    Arnulf  Rainer

Sala 19    Fausto  Melotti

Sala 20   Gugliemo Achille  Cavellini

Sala 21   Marcello  Diotallevi

Sala 22   Luciano  Pera

Sala 23   Emilio  Morandi

Sala 24    Stathis  Chrissicopulos

Sala 25  Rolando Zucchini

Sala 26    Omar   Galliani

Sala 27   Paolo Grassino

Sala 28   Franco Longo

Sala 29    Ray  Johnson

Sala 30    Franco  Massanova

Sala 31    Guillermo  Deisler

Sala 32    Ruggero  Maggi

Sala 33    Giuliano  Mauri

Sala 34    Luciano  Caruso

Sala 35    Giuseppe  Modica

Sala 36    Vincenzo  Nucci

Sala 37    Clemente  Padin

Sala 38    Ercole  Pignatelli

Sala 39    Ernesto  Terlizzi

Sala 40    Marco Tirelli

Sala 41    Cheryl  Penn

Sala 42    Paolo  Scirpa

Sala 43    Shozo  Shimamoto 

Sala 44    Francesco  Somaini

Sala 45    Mattia  Moreni

Sala 46    Pedro  Cano

Sala 47    Josè  Molina

Sala 48    Mimmo  Paladino

 


La Galleria e il Museo Virtuale

http://www.collezionebongianiartmuseum.it/

MOSTRA IN CORSO:

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

PAVILION  LAUTANIA  VIRTUAL  VALLEY  / 1887 – Kurt Schwitters &  Marcel Duchamp “UNIVERSI  POSSIBILI / Verso La Globalità Intelligente”  a cura di  Giovanni Bonanno. Dal 6 maggio 2017 al 26 novembre 2017– Due proposte  internazionali presentate in contemporanea con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017.

KURT  SCHWITTERS  / 1887- Kurt Merz/Ecology
Mostra collettiva internazionale  dedicata  a  Kurt  Schwitters
a cura di Giovanni  Bonanno
Primo evento  contemporaneo ed indipendente  progettato in concomitanza con la 57th Biennale Internazionale d’Arte di Venezia 2017

Dal 6 maggio 2017 al 13  agosto 2017

Inaugurazione:  sabato 6 maggio  2017,  ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail:  bongiani@alice.it
Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it
Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

KURT SCHWITTERS / 1887 – Kurt Merz/Ecology

Per i 130 anni dalla nascita  di  Kurt Schwitters  (Hannover, 20 giugno 1887 – Kendal, 8 gennaio 1948), lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery in occasione della 57° Biennale di Venezia 2017, intende dedicare l’attenzione come evento indipendente e contemporaneo presso il “Pavilion  Lautania  Virtual  Valley”   a Kurt Schwitters  e Marcel Duchamp che riassumono egregiamente il concetto  di   indagine intesa come il luogo privilegiato per rilevare i sogni e le utopie che nella dimensione metafisica e mentale suggeriscono  mondi e immaginari collettivi.  Lo studio abitazione dell’artista, nella dimensione creativa, temporale e spaziale definisce l’estensione verso l’altro, nella  necessità di metabolizzare e trasformare la  realtà. Una invenzione a tutto campo giocata su  “universi possibili”, tra la libertà della creazione e la globalità intelligente del fare arte. In questa   prima collettiva internazionale dedicata a Kurt Schwitters  a cura di  Giovanni Bonanno sono presenti 66 opere di altrettanti importanti artisti  che hanno voluto  condividere  tale proposta come artisti di frontiera  a margine  di un  possibile confine e spartiacque al  sistema ufficiale  dell’arte.

Visit:  http://www.collezionebongianiartmuseum.it/virtualGallery/?art=13

Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it

 http://www.collezionebongianiartmuseum.it/contatti.php

 ” Tutto il Materiale è  protetto da diritto d’autore “

 Tutti i Diritti  sono riservati,  per qualsiasi richiesta  occorre contattare espressamente l’artista in questione  o il Bongiani Ophen Art Museum che si farà carico personalmente  di contattare l’artista richiesto  per avere Il permesso esplicito di Pubblicazione.  

LA GALLERIA  INTERATTIVA D ‘ ARTE CONTEMPORANEA   TUTTA VIRTUALE

- Logo Base

VISIT:

SPAZIO  OPHEN VIRTUAL ART GALLERY 

Contatti:  bongiani@alice.it             bongiani@libero.it

LA  GALLERIA  VIRTUALE  ON-LINE

VISIT:

SPAZIO  OPHEN VIRTUAL ART

Contatti:  http://www.ophenvirtualart.it/contatti.php


LA CRITICA  D’ARTE

BONGIANI / Tra Poesia, Arte e Critica D’Arte.

Giovanni  Bonanno   è nato nel 1954  nella Valle dei Templi tra Selinunte e Agrigento. Comasco di formazione, da sempre interessato al Naturalismo Integrale, l’artista ha operato insistentemente ai confini delle soglie disciplinari, in una sorta di felice e fertile contaminazione poetica incentrata sul dato progettuale e utopistico avviato precedentemente a Como da artisti di grande interesse come Antonio Sant’Elia, Francesco Somaini, e Ico Parisi.
Artista e Critico d’Arte Contemporanea, ha scritto saggi e recensioni su:
 Kengiro Azuma, Francis Bacon, Paolo Barrile, Carlo Carrà, Marc Chagall, Jean Dubuffet, Franco Francese, Antonio Freiles, Max Huber, Paolo Scirpa, Giuliano Mauri, Gabriele Jardini, Osvaldo Licini, Ruggero Maggi, Kazimir Malevic, Mattia Moreni, Idetoshi Nagasawa, Emil Nolde, Mimmo Paladino, Pino Pascali, Mario Raciti, Roberto Sanesi, Francesco Somaini, Chaim Soutine, Graham Sutherland, Jorrit Tornquist, Willy Franco Longo, Varlin, Wols e Vincenzo Nucci, Clemente Padin,  Fausto Melotti, Omar Galliani, Marcello Diotallevi ,  Ray  Johnson e altrettanti  importanti interviste ad artisti contemporanei come Ruggero Maggi, Paolo Scirpa e Francesco Somaini.
Ha coordinato dal1996 l’attività espositiva dello Spazio Media Immagine di Turate (CO) con esposizioni personali e collettive di importanti artisti contemporanei. Attualmente dirige lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery e il Bongiani Ophen Art Museum di Salerno.

Docente Ordinario di Storia dell’Arte, ha vissuto dal 1977 al 2002 in provincia di Como.  Opera e vive a Salerno e dirige l’Archivio “OPHEN VIRTUAL ART GALLERY” di Salerno visibile anche su The Saatchi Gallery , ArtSland e Artween.  Attualmente  scrive per varie riviste d’arte e collabora attivamente con un suo Blog  su Exibart.


L’intervista:
SCRITTI SU EXIBART

Il Dibattito, Dentro e Fuoril’avanguardia
Wols
 Max Huber
 Pino Pascali 

I Manifesti Tecnici di Giovanni Bonanno

 – Manifesto Tecnico Della Nuova Non Oggettività: il tempo e lo spazio

Giovanni Bonanno – Milano, 1 Dicembre 1988

– Manifesto Tecnico del tempo Inoggettuale: la realtà artificiale
Giovanni Bonanno – Milano, Maggio 1990 

– Manifesto Globale della nuova circolarità elastica

Giovanni Bonanno – Salerno, Giugno  2015 


L’intervista a:

        


ATLANTE DELL’ARTE  ITALIANA /Fondazione Marilena Ferrari Via Cavour, 2 – 40055 Villanova di Castenaso (Bo) L’Atlante dell’arte italiana si basa sul patrimonio iconografico dell’Archivio Storico FMR e dell’Archivio Gualdoni. Attualmente 2355 autori, 15358 opere, 21569 immagini

http://www.atlantedellarteitaliana.it/index.php

Mostra Personale di JOHN M. BENNETT

John M. Bennett / EXPERIMENTAL VISUAL  POETRY

Testo critico di  Giovanni Bonanno

John  M. Bennett (b. 1942, Chicago) è un poeta visuale americano sperimentale in cui la scrittura, il suono, la poesia fonetica e la performance  si relazionano  in una sorta di poetica “asemic” in cui il consueto concetto di poesia lineare si evolve  e viene sovvertito in direzione di una visione sperimentale, accogliendo di fatto umori e ricerche  nuove nell’ambito della scrittura, del suono e della parola. Una forma poetica che come scrivono Sinclair Scripa / Tara Verheide “incapsula il caos che caratterizza la nostra esperienza di e in questo mondo, dandogli una forma e presenza nelle parole, fonemi, lingue”. Del resto, lo stesso John B. Bennett  conferma che  “in un certo senso tutto è il caos; il mio lavoro è un modo per cercare d’incanalare in qualche modo quel caos in forme che risuonano con me. Così le poesie sono piccoli pezzi di caos. La realtà è caos, ma ha senso se si può vedere dalla giusta prospettiva”.

L’asemic writing”, ovvero la scrittura asemantica è il campo privilegiato di  Bennett, il luogo occasionale in cui molti elementi, apparentemente in attrito, convergono  in una sorta di flusso visivo,  di affioramento casuale, di  emersione data per oggettiva che oggettiva non potrà mai essere. Una sorta di evidenziamento  semantico “aperto”, senza parole che hanno un solo significato, libero da qualsiasi costrizione prefissata. La “scrittura asemantica”, infatti,  nasce come una forma di scrittura poetico/letteraria formata essenzialmente dall’utilizzo di parole inventate con un  conseguente significato nascosto. Nonostante non ci sia un contenuto semantico specifico,  è comunque capace di coinvolgere diversi campi di ricerca lasciando un varco aperto per l’interpretazione e l’invenzione. Insomma, una scrittura dotata di segno, ma senza significato e tuttavia, senza perdere la possibilità  di creare altro senso. John M. Bennett appartiene a questa particolare e privilegiata area di ricerca in cui la libertà e la metafora multi-strutturata di significato si condensa  in lacerti di senso ambiguo dandogli una  presenza apparentemente in forma di scrittura, di immagine o di parola. Bennett, non de/scrive poesie lineari, secondo Sinclair Scripa,  “usa la poesia come mezzo di comprensione per creare ciò che non può essere compreso e cosa non può esistere”, e quindi, l’uso della parola scritta e verbale come mezzo per suggerire  emotivamente dell’altro rispetto al consueto.

Collocatosi da diversi decenni in quell’area di esperienza che  io chiamo “dell’arte marginale”, In 50 anni  di attività poetica, ha saputo rigenerarsi  con  una sorprendente varietà di proposte. Inoltre, come editore  alternativo e  ha pubblicato più di 400 libri e libretti di poesia, ognuno molto diverso  dall’altro. Richard Kostelanetz  lo definisce “l’autore seminale della mia generazione”, in grado di relazionarsi proficuamente con le avanguardie storiche del novecento e  con personaggi interessanti come per esempio  André Masson,  Max Ernst, Henri Michaux, Paul Klee, fino ad rigenerarsi  nelle “asemic writings” (“scritture asemantiche”) con una scrittura “universale” capace di suggerire  nuove e diverse  interpretazioni possibili. Non essendoci  una corrispondenza logica  fra significante e significato che caratterizza la scrittura convenzionale, si determina  nella sua opera un’assenza di significato, una sorta di “vuoto semantico” che l’artista colma in parte con una  figurazione apparentemente ludica e ingenua, una sorta di ibrida e fluida “scrittura poetica”, suggerendoci  di integrare tale vuoto con una interpretazione personale  che necessariamente  deve coinvolgere la sfera cognitiva, culturale e emotiva.

La sua è una scrittura  che considero “d’interferenza relazionale” con l’intenzione ben precisa di annullarne la completa  leggibilità e per definirsi come lettura autonoma,  proprio perché  riposta in profondità nelle nostre menti inconsce. Del resto, anche le performance verbo-sonore seguono questa logica  espressiva caratterizzata volutamente da un atteggiamento di attrito, come lui stesso afferma, apparentemente compulsivo di tipo psico-balbettio poetico. Una scrittura creativa, quindi, che fonde testo e segno grafico per divenire in definitiva  anche lacerto d’immagine  al limite della figurazione o della scrittura grafica.

Penso alle serie di opere presenti in questa mostra personale con la presenza di piccoli esseri  o ri/tratti giocosi nati dalla provvisorietà  della scrittura e del caso. Frammenti di  una scrittura decantata  che si da a nuova vita.  Presenze lievi e “insostanziali” che vanno a definirsi provvisoriamente su concreti e reali cartoni di imballaggio recuperati e resi possibili, segni che si definiscono nella dimensione più oscura e precaria dell’esistere svincolate da un normale e consueto senso logico.  Perché  è nel caso e solo nella dimensione “aperta del fare”   che  l’espressione poetica può esistere e manifestarsi  scavalcando la comprensione univoca  della lettura linguistica decodificata; così, solo così un testo poetico può essere interpretato in modo personale, liberando la mente e rincorrendo a diversi  significati plurimi che derivano da ciascun  accordo e simbolismo grafico.

Dobbiamo sottolineare, infine che l’orizzonte delle proposte di Bennett coincide anche con le assidue collaborazioni tra artisti e poeti contemporanei  di diverse latitudini  (collab works), diventata ormai una  consuetudine consolidata. Rimane una costante ricerca in campo  per mettere a confronto mondi e modalità operative differenti. Nel corso degli anni ha collaborato con molti artisti americani  e stranieri, tra le assidue frequentazioni dobbiamo segnalare il contributo di Tom Cassidy, Mc Murtagh, CMB, Jim Leftwich, Sheila, Baron, il nostro Lancillotto Bellini e tanti altri poeti internazionali.  Diretto discendente del Dadaismo e della scrittura sperimentale, viene presentata  in  questa  mostra  personale la poetica  di ricerca  di questo importante artista americano con 71 lavori degli ultimi tre anni (2014 – 2016).  L’evento vuole essere anche un doveroso  omaggio alla visione del non-sense e dell’objet trouvé  diffusa dal Dadaismo  di cui  nel 2016 è ricorso il centenario, (1916-2016).                Giovanni  Bonanno     Dic. 2016

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Mostra Personale di JOHN M. BENNETT

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY

Via S. Calenda, 105/D – Salerno

EXPERIMENTAL VISUAL POETRY

Mostra Personale  di  JOHN  M. BENNETT

 Opere 2014 – 2016

a cura di Giovanni  Bonanno

Dal  12 Gennaio al  2 aprile 2017

Inaugurazione:  Giovedì  12 Gennaio 2017,  ore 18.00

Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105/D – Salerno Tel/Fax 089 5648159

e-mail:  bongiani@alice.it

Web Gallery: http://www.collezionebongianiartmuseum.it

Orario continuato tutti i giorni dalle 00.00 alle 24.00

                              

S’inaugura  giovedì 12 gennaio 2017, alle ore 18.00, la mostra  personale  dal titolo: “EXPERIMENTAL VISUAL  POETRY” che lo Spazio  Ophen Virtual Art Gallery  di Salerno dedica all’artista John M. Bennett con 71 poems poetry realizzati  in un arco di tempo che va dal 2014 al 2016.  L’esposizione e accompagnata da  una presentazione critica di Giovanni Bonanno.

John  M. Bennett (b. 1942, Chicago) è un poeta visuale americano sperimentale in cui la scrittura, il suono, la poesia fonetica e la performance  si relazionano  in una sorta di poetica “asemic” in cui il consueto concetto di poesia lineare si evolve  e viene sovvertito in direzione di una visione sperimentale, accogliendo di fatto umori e ricerche  nuove nell’ambito della scrittura, del suono e della parola. John M. Bennett appartiene a una e particolare area di ricerca in cui la libertà e la metafora multi-strutturata di significato si condensa  in lacerti di senso ambiguo dandogli una  presenza apparentemente in forma di scrittura, di immagine o di parola. In 50 anni  di attività poetica, ha saputo rigenerarsi  con  una sorprendente varietà di proposte in grado di relazionarsi proficuamente con le avanguardie storiche del novecento e  con personaggi interessanti come per esempio  André Masson,  Max Ernst, Henri Michaux, Paul Klee, fino ad rigenerarsi  nelle “asemic writings” con una scrittura “universale” capace di suggerire  nuove e diverse  interpretazioni possibili.  La sua è una scrittura  che considero “d’interferenza relazionale” con l’intenzione ben precisa di annullarne la completa  leggibilità e per definirsi come lettura autonoma,  proprio perché  riposta in profondità nelle nostre menti inconsce. Una scrittura creativa, quindi, che fonde testo e segno grafico per divenire in definitiva  anche lacerto d’immagine  al limite della figurazione o della scrittura grafica. Perché, scrive Giovanni Bonanno,  “è nel caso e solo nella dimensione aperta del fare  che  l’espressione poetica può esistere e manifestarsi  scavalcando la comprensione univoca  della lettura linguistica decodificata; così, solo così un testo poetico può essere interpretato in modo personale, liberando la mente e rincorrendo a diversi  significati plurimi che derivano da ciascun  accordo e simbolismo grafico”. Diretto discendente del Dadaismo e della scrittura sperimentale, viene presentata  in  questa  mostra  personale la poetica  di ricerca  di questo importante autore americano con una serie di lavori degli ultimi tre anni (2014 – 2016).  L’evento vuole essere anche un doveroso  omaggio alla visione del non-sense e dell’objet trouvé  diffusa dal Dadaismo  di cui  nel 2016 è ricorso il centenario, (1916-2016).

 

 

Biografia  di  JOHN  M. BENNETT

John M. Bennett [JMB] è nato a Chicago, Illinois, il 12 ottobre 1942. poeta sperimentale, ha iniziato a far conoscere  il suo lavoro già nel 1970.  Ha lavorato in una grande varietà di generi, tra poesia visiva, grafica, suono, mail art, cinema collaborando con scrittori e artisti da tutto il mondo. E ‘stato anche editore della rivista letteraria internazionale Lost and Found Times, 1975-2005. Richard Kostelanetz ha scritto che  “John M. Bennett è stato il poeta americano fondamentale della mia generazione, perché ha prodotto tanti lavori interessanti in una complessa varietà di modalità sperimentali”. Attraverso una piccola casa editrice “Luna Bisonte Prods” fondata nel 1974, Bennett  si propone prima nella veste di  editore di se stesso e poi anche di altri poeti. In tanti anni ha pubblicato migliaia di opere di scrittori  in edizione limitata che fanno parte del mondo della  poesia visiva, parola arte e arte /poesia, compresi i 30 anni della rivista “Lost & Found Times”,  raccolti in diverse importanti istituzioni, tra cui Washington University di St. Louis , SUNY Buffalo , The Ohio State University e il Museum of Modern Art . Bennett stesso è  anche il curatore del “Avant Writing Collection”, “The William S. Burroughs Collection”, e “The Cervantes Collection” ai Ohio State University Libraries.

Vive e lavora a Columbus, Ohio (USA).           Home Page: http://www.johnmbennett.net/

 

 

EXPERIMENTAL VISUAL  POETRY

JOHN  M.  BENNETT  

Opere 2014 – 2016

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY  Via S. Calenda, 105/D  – Salerno

12 gennaio – 2 aprile 2017

Inaugurazione: giovedì 12 gennaio, ore 18.00

Orario: tutti i giorni ore 00.00 – 24.00   e-mail: bongiani@alice.it

Web Gallery:  http://www.collezionebongianiartmuseum.it

“MISE EN BOITE / Quasi un’opera collettiva” MOSTRA COLLETTIVA INTERNAZIONALE dedicata a Christine Tarantino

SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105 – Salerno

“MISE EN BOITE / Quasi un’opera collettiva”
MOSTRA COLLETTIVA INTERNAZIONALE
dedicata a Christine Tarantino
a cura di Giovanni Bonanno
Testo critico
di Douglas Dawson

7 dicembre 2014 – 27 marzo 2015
Inaugurazione: domenica 7 dicembre 2014, ore 18.00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 – Salerno Tel/Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it – Web Gallery: per visitare la mostra connettersi a: http://www.ophenvirtualart.it/
Orario: tutti i giorni su appuntamento dalle 17.00 alle 20.30
2 - La mostra di Christine Tarantino
Si inaugura domenica 7 dicembre 2014, alle ore 18.00, la mostra collettiva internazionale dal titolo: “MISE EN BOITE / Quasi un’opera collettiva” a cura di Giovanni Bonanno, che lo Spazio Ophen Virtual Art Gallery di Salerno dedica all’artista Christine Anne Tarantino a due anni esatti dalla sua scomparsa (7 dicembre 2012). Sono presenti 87 opere di altrettanti importanti autori internazionali che hanno voluto essere presenti a questa particolare ricorrenza dell’artista americana.
A due anni esatti dalla morte dell’artista americana (7 dicembre 2012), viene organizzata la prima collettiva internazionale a lei dedicata con la partecipazione di diversi amici artisti internazionali in cui era da tempo in contatto. Christine Anne Tarantino è nata nel Bronx il 3 dicembre 1948, La sua famiglia si trasferì presto a Framingham Massachusetts. Ha frequentato il Fitchburg State College. Christine ha preferito vivere una vita a contatto con la natura guidata da motivazioni essenzialmente spirituali. L’artista americana ha creduto fortemente nel potere di trasformazione delle parole, sia parlate che scritte. In considerazione di ciò ha creato per diversi decenni opere “Fluxus” tra immagine e parola, tra oggettualità e poesia visiva; una sorta di contaminazione tra scrittura e collage con materiali organici trovati, e soprattutto, la partecipazione attiva a tanti progetti internazionali in una rete artistica globale in cui l’arte si concretizza attraverso la partecipazione collettiva e corale degli artisti, realizzando interessanti opere in edizioni uniche, libri d’artista e diversi testi scritti. Le sue performance in arte consistevano in eventi e azioni artistici spesso a contatto con la natura. Nel solo 2012, prima di morire, Christine è stata presente in diverse importanti rassegne in Germania, Italia, Paesi Bassi, Irlanda, Nepal, e negli Stati Uniti. La solitudine e la bellezza naturale della sua fattoria a Wendell ha ispirato la sua creatività e il rispetto della natura. Amava camminare nella Quabbin e guidare attraverso il Berkshires, soprattutto andare per i musei d’arte a North Adams e Williamstown. Christine Tarantino di Wendell, (Massachusetts), a soli 64 anni cessò di vivere il 7 dicembre 2012 presso Hospice della Fisher Casa a Nord Amherst, Massachusetts.
Per questa particolare occasione sono presenti 87 artisti con oltre 135 opere e diverse poesie di vari autori dedicate a Christine Anne Tarantino e una presentazione critica dal titolo (My soul is a poem in bloom) dell’amico Douglas Dawson.

Artisti presenti a questa Rassegna Internazionale: Christine Anne Tarantino, Anna Boschi, Paolo Scirpa, Ruggero Maggi, C. Mehrl Bennett, Simon Warren, Clemente Padin, Giovanni Bonanno, Carlo Iacomucci, Daniel Daligand, Pier Roberto Bassi, Lamberto Pignotti, Stathis Chrissicopulos, Marcello Diotallevi, Fernanda Fedi, Bruno Cassaglia, Eugenio Giannì, Alfonso Caccavale, Luc Fierens, Mauro Molinari, Rosa Gravino, Marina Salmaso, Lancillotto Bellini, Tomaso Binga, Roland Halbritter, Paolo Carnevale, Rolando Zucchini, Fulgor C. Silvi, Fernando Andolcetti, Emilio Morandi, Carl Baker, Claudio Parentela, Guido Capuano, Claudio Grandinetti, Giancarlo Pucci, Mabi Col, Antonio Sassu, Maurizio Follin, Carmela Corsitto, Adolfina De Stefani, G. Franco Brambati, Claudio Romeo, Gino Gini, Gianni Romeo, Giovanni Fontana, I Santini Del Prete, Ernesto Terlizzi, Roberto Scala, Jacob de Chirico, Francesco Mandrino, Mario Manzoni Sala, Vittore Baroni, Luisa Bergamini, Virginia Milici, Fernando Aquiar, Walter Festuccia, Rosanna Veronesi, Buz Blurr, Mariano Bellarosa, Fausto Paci, Angela Caporaso, Renata e Giovanni Strada, Salvatore Starace, Elisa Battistella, Lamberto Caravita, Pierpaolo Limongelli, Patrizia Battaglia, Domenico Severino, Antonio Baglivo, Pasquale Riccardi, Domenico Ferrara Foria, M. P. Fanna Roncoroni, Francesco Aprile, Marta Caccaro, Piero Barducci, Serse Luigetti, Roberto Zito, Gabriella Gallo, Maria Teresa Cazzaro, Miguel Zavarof, Rosa Biagi, Silvana Alliri, Jan Theuninck, Carolina Bsquets, Lorenzo Cleffi, Artista anonimo, Nicolò D’Alessandro, Connie Jean.

1 My Soul is a Poem in Bloom di Christine Anne Tarantino2 - La mostra di Christine Tarantino0 - Mise en Boite -  ChristineTarantino nel  20083 - CTA032 -  Paolo Scirpa, Milano - ItaliaCTA071 - Pier Roberto Bassi, ItaliaCTA081 - Giovanni Bonanno, Salerno - ItaliaCTA087- Fernanda Fedi, Milano - ItaliaCTA101 - Stathis Chrissicopulos, Patrasso - GreciaCTA122 - Tomaso Binga., Roma - Italia

CHRISTINE ANNE TARANTINO
SPAZIO OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105 – Salerno
7 dicembre 2014 – 27 marzo 2015
Inaugurazione: domenica 7 dicembre 2014, ore 18.00
Orario: tutti i giorni ore 17.00 – 20.30
e-mail: bongiani@alice.it
Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/
Ufficio stampa: bongiani@libero.it

I MESSAGGERI DEL TEMPO / Poema Visivo di Giovanni Bonanno

I MESSAGGERI DEL TEMPO
Poema visivo di Giovanni Bonanno
dedicato a Christine Tarantino

0 - Mise en Boite -  ChristineTarantino nel  2008

la vita è fatta di incubi
e di strane certezze,
di desideri
e di profonde cadute,
in cui il tempo passato
svanisce veloce all’orizzonte
e macchia una intera stagione.

Esseri mutanti
cavalcano orgogliosi il vento
e non si accorgono
che le orme del passato
marciscono ataviche all’intemperie.

Sono cadaveri nati dal nulla
che lasciano bave mucose
e tracce di fuoco rappreso
sopra vecchie lastre di pietra abbandonate.

Vivere è svelare gli strani intrecci
tra la provvisorietà
e l’inconsistenza di un momento.

L’ultima ora,
è ancora più sfuggente,
ha la leggerezza dell’apparire
in un succedersi di strani
eventi in divenire.

Solo i profeti
condividono l’oscurità,
e sanno trasformare i dubbi
in arcane memorie private.

Lasciati uscire ancora un sorriso
che possa diventare certezza
per chi vorrà carpire qualcosa di più
di ciò che eravamo e siamo diventati.

© Giovanni Bonanno 2013

La mia anima è una poesia in fiore (Presentazione di Douglas Dawson)

La mia anima è una poesia in fiore

(Presentazione di Douglas Dawson)
22 agosto 2014

1 My Soul is a Poem in Bloom di Christine Anne Tarantino

Ho incontrato Christine Tarantino abbastanza tardi nella vita, avevo 57 anni e iniziavo il mio ultimo anno d’insegnamento prima della pensione come Director of Technology al liceo locale. Ho notato subito una donna molto attraente, della mia età circa che aveva appena iniziato a lavorare quell’anno come aiutante in classe. Il mio interesse era accresciuto quando notai che trascorreva molto del suo tempo libero in biblioteca guardando i libri d’arte piuttosto che andare al salone della facoltà per il caffè e per fare pettegolezzi vari. Uno dei miei colleghi era in contatto con lei e mi aveva informato che per quanto ne sapeva, Christine non aveva una relazione importante al momento.

Così ho iniziato ad ogni occasione a chiacchierare con lei incoraggiato dalla sua disponibilità. Un giorno trovai nella mia casella di posta una cartolina inviata da Christine che mi invitava a partecipare a qualcosa chiamato “progetto mail art” dal titolo “A Plea to Forsake”. Non avevo mai sentito parlare di mail art e non essendo informato non volevo perdere una tale opportunità per capire qualcosa in più. Poi, notai che per un paio di giorni non era stata presente a lavoro, capii dopo che aveva lasciato il suo incarico di lavoro a scuola. Nessuno dei miei amici sapeva dirmi il perché di questo abbandono.

Alcuni giorni dopo, mentre tornavo a casa dal lavoro, ho notato Christine camminare con diversi bambini in una stradina secondaria. Le ho mandato subito una e-mail chiedendo se era davvero lei. Mi rispose che aveva scelto di curare i bambini, perché questo impiego le offriva maggiore flessibilità rispetto al lavoro a scuola. Ogni giorno aspettava sulla strada l’autobus con i bambini che prendeva per accompagnarli a casa. Per tutta la primavera e l’inizio dell’estate del 2006, mi fermavo a parlare con lei ogni volta che la vedevo in attesa dell’arrivo dei bambini. Spesso ci siamo seduti insieme su un muro di pietra, così ho avuto modo di conoscerla meglio. In uno di questi incontri aveva appena preso la posta e mi aveva mostrato le belle opere d’arte che riceveva tutti i giorni dalle sue amiche e amici sparsi in tutto il mondo. Dopo questi incontri, abbiamo trascorso molto tempo insieme a casa mia a Wendell, Massachusetts, e nell’inverno dello stesso anno aveva deciso definitivamente di trasferirsi definitivamente da me.

Christine è nata e cresciuta nella città d’origine, ma aveva trascorso tutto il resto della sua vita, dopo il college nelle zone rurali del Massachusetts. Nel 1970, dopo la laurea, era diventata una insegnante di scuola elementare, ed aveva insegnato per undici anni fin quando ha avuto un’esperienza di pre-morte da un coma provocato da una iniezione non corretta durante un intervento dentale. Questa esperienza ha cambiato la sua vita per sempre. Anche se ha continuato a fare la professione dell’insegnante, ha preferito dedicare la sua vita all’arte e alla poesia.

The Artist

beauty
transporter
spirit
elixir
body
pacifier
reminder
counsellor
of the highest
the brightest
within

Prima di trasferirsi a Wendell, Christine ha vissuto e lavorato su un bel laghetto (“Mill Pond”) in Phillipston, dove ha creato opere e poesie per molti anni. E ‘stato qui che ha fondato e gestito “Words of Light Publishing”. Christine ha creduto fortemente nel potere e della trasformazione delle parole:

when I move I jingle
only soft sweet cooing
or dreamy tones
gently spew forth
language is heart vibrations
Christine ha scritto non solo i libri e poesie, ma anche le parole contenute nella maggior parte delle opere d’arte visive che ha creato.

Era una persona molto spirituale, ha studiando gli insegnamenti di Paramahansa Yogananda e Roy Eugene Davis per molti anni. Anche se era molto spirituale, non era interessata alla religione conseguente a tale pratica. Trovò l’essenza spirituale nella natura –

Kneeling, stained glass leaves
Forest is my cathedral
Silence genuflects

Christine ha trovato non solo lo spirito nella natura, ma ha anche molti dei materiali che sono presenti nei suoi lavori d’arte, elementi quali penne, ghiande, fiori, farfalle, rami, foglie, libellule, nidi, animali da pelliccia, vespe, uccelli, nidi e muschio.
flying on ice crusted snow,
wind driven, I look back
at deep foot-prints.
a black cat in snow.
Art happens.

Il suo uso di materiali naturali ha raggiunto un picco nel 2010, quando ha scoperto che i fiori appassiti di Hemerocallis, (daylily) quando venivano strofinati sulla carta lasciavano striature di colore. Ciò ha portato a creare la serie di disegni “With the Blood of a Daylily” Ogni giorno lei controllava e raccoglieva i fiori di Hemerocallis per poi lavorare intensamente sui disegni fino a quando non li ha usati tutti. La serie ” “Daylily” è tra le sue poche opere che non includono le parole come elemento visivo. Più tardi, nello stesso anno, Christine, ha creato la serie “A Nice Scream” tornando alla sua abituale pratica di utilizzare nelle opere le parole come elemento dominante di un messaggio. In tutte le opere della serie “Scream” inserisce una parola o una frase, ad esempio “anger”, “not real pretty”, ” frustration”, ” all fucked up and nowhere to go”, ma la serie di opere realizzate finisce sulla nota positiva di ” I feel better” (mi sento meglio) e, infine, le sue parole di luce: “Truth, Peace, Love” , ovvero ” Verità, Pace, Amore”.

Ho imparato presto nel nostro rapporto che, mentre i gatti erano autorizzati a entrare nel suo spazio, mentre lavorava, gli esseri umani non lo erano. Spesso ha lavorato molto veloce, a volte con la mano abbandonata sul foglio, cercando di dare espressione e ossigeno al subconscio. Nel 2011, Christine ha creato un’ altra serie di opere visive, la serie ” Organic Matters” (sostanze organiche). Come è vero per “Daylily” e “Scream”, “Organic Matters” sono opere intensamente crude e emotive. In molte di esse, la carta è stata strappata o ricompattata con l’uso forte di altri materiali usati.
I wish a different color body
it will be lavender today
maybe pink tomorrow
I think vibration at higher speeds
will yield light filled people

Nella scelta di lasciare la sua carriera di insegnante e proseguire con l’arte, Christine si è costretta a una vita di privazioni in senso finanziario. Anche se ha lavorato sodo per mantenere se stessa attraverso l’insegnamento, la vendita dei suoi libri auto-pubblicati e workshop presso musei locali, nelle scuole, e nella comunità, era quasi sempre al limite della povertà. Nonostante le sue difficoltà, non ha mai perso il suo senso di ottimismo, la sua gioia di vivere e, soprattutto, il suo impegno nell’arte.
how does it feel to be an art prostitute
to live with no food
unless you agree to live by someone else’s warped rules
to live with frozen fingers
huddled by the kitchen stove burners for warmth
unless you agree
to have to beg for basic needs
because art offers no biscuits
to make excuses for your dwelling
because you chose to follow your heart
sometimes I blow it and feel free—totally-
and say what I feel
then I’m on the edge again
wondering if I’ll survive
but Art is my home
where the truth and
beauty of those who sacrificed
worse than I dwell.
my tears taste the salt of Vincent
my heart pumps the blood of Leonardo
my soul feels the pain of Michelangelo
but forever my spirit thrills.

Christine amava tutti gli animali, ma aveva una speciale attenzione per gli uccelli. Uno dei rapporti più importanti che aveva avuto nella sua vita era con il suo uccello “Little Spirit”, (piccolo spirito), un piccolo merlo abbandonato che ha salvato e vissuto con lei per dieci anni. Ha sempre desiderato di scrivere un libro per bambini sulle sue esperienze con “Little Spirit” e aveva già riunito molti appunti e disegni per il progetto, ma il destino è intervenuto, e ciò non fu mai completato. Si dilettava nel raccontare Little Spirit ai bambini presso le scuole dove insegnava, ed i bambini erano felici di ascoltare. Mi ha confessato di altri incontri straordinari che aveva avuto nel corso degli anni con vari uccelli, e ho assistito personalmente di un episodio veramente accaduto. Eravamo sotto il portico di una casa in collina nel Massachusetts occidentale, quando abbiamo scoperto un grande falcovolare molto al di sopra di noi. Christine alzò le braccia e cominciò a parlare ad esso. Il falco girò verso il basso e, a causa del vento costante, rimase con pochi gesti rapidi delle ali, praticamente fermo, molto vicino a noi. Il grande uccello si librava a pochi centimetri dalle sue braccia tese, Christine parlò con calma e dolcemente. Dopo alcuni minuti, il falco lasciò che il vento lo portasse in alto e lontano. Se non avessi visto l’evento con i miei occhi, avrei avuto difficoltà a credere che questo evento fosse davvero successo.
I’m off the grid
of human existence
trees hearts beat
cats turn to clouds
birds pray for me
I have nothing or
is it everything?
Gli amici dell’arte postale di Christine dovrebbero sapere quanto sia stata importante la mail art per lei. Provava grande gioia nel ricevere l’arte per posta, e la creazione di lavori di Mail art da inviare ai suoi amici; quasi sempre la Mail art aveva la precedenza su qualsiasi altra attività che doveva essere svolta. “Green Seen” la mostra d’arte postale realizzata nel 2010 è stata una dei più grandi eventi d’arte dell’anno nella nostra piccola città. Teneva con cura i lavori di mail art e spesso si sedeva e rivedeva tutti i pezzi che aveva ricevuto nel corso degli anni. Credo, che di tutte le “comunità” che Christine era stata in contatto in tutta la sua vita, la comunità internazionale di mail art è stata una di quelle che si sentiva maggiormente a suo agio.

Christine era una donna di grande coraggio, grazia, dignità, e ottimismo, non ha mai perso queste qualità anche a fronte delle numerose difficoltà che la vita ha scaraventato su di lei, per finire con la diagnosi devastante che ha ricevuto a metà settembre del 2012. Al suo medico aveva detto di sentire un grave bruciore allo stomaco che poi si è rivelato essere un tumore mortale che l’ha portato più tardi alla morte in meno di tre mesi. Il suo comportamento di fronte alla morte imminente ha notevolmente impressionato le persone più care. Lo staff dell’Hospice della Fisher dove Christine ha trascorso il suo ultimo mese, la ricordano ancora con affetto e amore.

All’inizio di dicembre 2012, Christine si era molto indebolita, non essendo stata in grado di mangiare qualsiasi cosa per diverse settimane. Tra momenti di coscienza e incoscienza, per il suo 64° compleanno, il 3 dicembre 2012, si svegliò brevemente e notò che alcuni dei mazzi di fiori nella sua stanza erano appassiti. Con una voce velata e appena udibile, mi aveva detto di togliere i fiori appassiti e riorganizzare quello che rimaneva in un bouquet più presentabile. Alla fine, lei non essendo del tutto felice del mio lavoro svolto mi aveva fatto capire che dovevo sbarazzarmi di tutti fiori del vaso, tranne che di una pianta fiorita in vaso. Mi ha indirizzato ad andare fuori nel bellissimo giardino visibile dalla sua finestra a prendere alcuni pennacchi di graminacee ornamentali. Io, tornai subito con una manciata di piume. Lei cercò invano di spingerne uno nel terreno del vaso, ma non aveva più la forza per farlo. Su sua indicazione ho aggiunto le piume alla pianta del vaso, sistemando le parti e seguendo le sue indicazioni fino a quando lei era visibilmente soddisfatta di come era stata composta la composizione. Di certo, è’ stata l’ultima opera d’arte che Christine aveva creato per noi. Morì quattro giorni dopo, il 7 dicembre, 2012.

Wind blow wild
Shake the sky
Make the moon and rainbows fly

Nothing can hold me contain me
Control me
Nothing can keep me back
I run with the wind
I fly with hawks
I soar
I go places no one’s
Heard of before
I am free

My spirit is bright blinding light
My heart is silk
My mind is infinite
I am bliss

I see only colors flickers
Transparent
I am fragile
Too tender to live
Too sensitive for life
I retreat in peace
A loving acceptance
Ho già parlato di Christine “Little Spirit”. Ha anche amato il suo levriero “Khensu”. Entrambe queste due creature erano morte prima che io incontrassi Christine, ma lei quando erano morti li aveva entrambi cremati e aveva conservato le loro ceneri. Tra le richieste finali di Christine mi chiedeva che le ceneri di “Little Spirit” e “Khensu” fossero miscelati con le ceneri del suo corpo prima di spargerli nel punto designato da lei. Molti di coloro che hanno ricevuto le opere di Christine sanno come era appassionata del glitter. Anche se lei non l’ha chiesto espressamente, ho deciso di aggiungere alle ceneri prima che fossero sparse una confezione di glitter che avevo trovato per caso nel suo studio. Ancora oggi, dopo tanti mesi, con il sole del mattino che colpisce le tavole del pavimento di legno a casa mia, a volte, trovo qualche pagliuzza di glitter dentro ad una crepa dell’asse di legno che assorbe e riflette la luce del mattino. Quando vedo che brilla un glitter, penso subito a Christine e con la mente la immagino muoversi attraverso i regni celesti, con Khensu al suo fianco, Little Spirit che vola davanti a lei e tutti e tre dentro nuvole multicolore di glitter. Douglas Dawson

“My Soul is a Poem in Bloom” / Presentation of Douglas Dawson

“My Soul is a Poem in Bloom”
(Presentation of Douglas Dawson)

1 My Soul is a Poem in Bloom di Christine Anne Tarantino

I met Christine Tarantino fairly late in life—I was 57 years old and starting my final year before retirement from my position as Director of Technology at the local high school. I soon noticed the very attractive woman, about my age, who had just started work as a classroom aide that year. My interest was heightened when I observed that she spent much of her free time in the library looking at art books rather than going to the faculty lounge for coffee and gossip. One of my co-workers was acquainted with her and informed me that, as far as she knew, Christine was not in a relationship at the moment. So I started chatting with her every chance I could get and was encouraged by her response. One day I found in my mailbox a card from Christine inviting me to participate in something called a “mail art” project—she called it “A Plea to Forsake”. I had never heard of mail art and didn’t consider myself much of an artist, but I wasn’t about to pass up such an opportunity. I was working hard on making something that would impress her when I realized that she had not been in to work for a few days. I learned that she had quit her job—no one really knew why.

Several days later, while driving home from work, I thought I spotted Christine walking with several children down a side street. I sent her an email and asked if that was indeed her. She replied that it was—that she had taken a child care position because it offered her more flexibility than the job at the school. I learned that she waited for the children’s bus each day on the very street that I took on my way home from work. More opportunity! All through the spring and early summer of 2006, I stopped each time I saw her waiting for the children. We sat together on a stone wall and got to know each other. She had usually just picked up her mail, and she showed me the beautiful pieces of art she received daily from her mail art friends. By that fall, she was spending a great deal of time at my home in Wendell, Massachusetts, and by winter she had moved in with me.

Christine was city-born and raised, but she spent all of her life after college in rural Massachusetts. She had become an elementary school teacher after graduating from college in 1970 and had been teaching for eleven years when she had a near-death experience from a coma brought on by an improper injection during a dental procedure. This experience changed her life forever. Although she continued to do occasional substitute teaching, she gave up her teaching career and devoted her life to art and poetry.

The Artist

beauty
transporter
spirit
elixir
body
pacifier
reminder
counsellor
of the highest
the brightest
within

Before moving to Wendell, Christine lived and worked on a beautiful pond (“Mill Pond”) in Phillipston, where she created art and poetry for many years. It was here that she founded and operated Words of Light Publishing. Christine believed strongly in the transformative power of words —

when I move I jingle
only soft sweet cooing
or dreamy tones
gently spew forth
language is heart vibrations

Christine not only wrote books and poetry, but also included words in most of the works of visual art that she created.

She was a highly spiritual person, studying the teachings of Paramahansa Yogananda and Roy Eugene Davis for many years. Although very spiritual, she was not interested in organized religion. She found spirit in nature

Kneeling, stained glass leaves
Forest is my cathedral
Silence genuflects

Christine found not only spirit in nature, but she also found many of the materials she used in her art there, including such items as feathers, acorns, flowers, butterflies, twigs, leaves, dragonflies, birds’ nests, animal fur, wasps’ nests, and moss.

flying on ice crusted snow,
wind driven, I look back
at deep foot-prints.
a black cat in snow.
Art happens.

Her use of natural materials reached a peak in 2010 when she discovered that withered daylily blossoms, when rubbed on paper, would leave streaks of color. This led to her remarkable “With the Blood of a Daylily” series of drawings. Each day she would visit our daylily patches for suitable blossoms and then work intensely on the drawings until the blossoms were exhausted. The “Daylily” series is among the very few of her works that do not include words as visual elements. Later that same year, Christine created her “A Nice Scream” series, returning to her usual practice of using words as the dominant elements in the works. Each of the works in the “Scream” series features a word or phrase, such as “anger”, “not real pretty”, “frustration”, “all fucked up and nowhere to go”, but the series ends on the positive note of “I feel better” and finally her Words of Light: “Truth, Peace, Love”.

I learned early in our relationship that while cats were permitted to enter her space while she was working, humans were not. She worked very quickly, sometimes using her non-dominant hand, hoping to give expression to her subconscious self. In 2011, Christine created another remarkable series of visual works, the “Organic Matters” series. As is true of “Daylily” and “Scream”, the “Organic Matters” works are intensely emotional and raw. In many of them, the paper was torn or bunched up by the forceful use of the various drawing instruments that she used.

I wish a different color body
it will be lavender today
maybe pink tomorrow
I think vibration at higher speeds
will yield light filled people

In making her decision to leave her established teaching career and pursue art, Christine sentenced herself to a lifetime of financial deprivation. Although she worked hard to support herself through substitute teaching, sale of her self-published books, and workshops at local museums, schools, and in the community, she was almost always on the edge of poverty. In spite of her difficulties, she never lost her sense of optimism, her joy in life, and, above all, her commitment to art-

how does it feel to be an art prostitute
to live with no food
unless you agree to live by someone else’s warped rules
to live with frozen fingers
huddled by the kitchen stove burners for warmth
unless you agree
to have to beg for basic needs
because art offers no biscuits
to make excuses for your dwelling
because you chose to follow your heart
sometimes I blow it and feel free—totally—
and say what I feel
then I’m on the edge again
wondering if I’ll survive
but Art is my home
where the truth and
beauty of those who sacrificed
worse than I dwell.
my tears taste the salt of Vincent
my heart pumps the blood of Leonardo
my soul feels the pain of Michelangelo
but forever my spirit thrills.

Christine loved all animals but had a special affinity for birds. One of the most important relationships she had in her life was with her bird “Little Spirit”, an abandoned fledgling blackbird that she rescued and lived with for ten years. She always intended to write a children’s book about her experiences with Little Spirit and had many notes and drawings gathered together for the project, but fate intervened, and it was never completed. She delighted in telling Little Spirit stories to the young children at the schools where she did substitute teaching, and the children were as delighted to listen to them. She told me of other extraordinary encounters she had over the years with various birds, and I witnessed one episode first hand. We were on the porch of a summit house on a high hill in western Massachusetts when we spotted a large hawk far above us. Christine raised her arms and began speaking to it. The hawk circled down and, because of the steady wind, was able to remain practically stationary, with only a few flicks of its wings, very close to us. As the great bird hovered only inches from her outstretched arms, Christine spoke to it calmly and softly. After several minutes, the hawk let the wind carry it up and away. Had I not seen the event with my own eyes, I would have had difficulty believing that it happened.

I’m off the grid
of human existence
trees hearts beat
cats turn to clouds
birds pray for me
I have nothing or
is it everything?

Christine’s mail art friends should know how important mail art was to her. It gave her great joy to receive art in the mail, and creating pieces to send to her friends almost always took precedence over any other activity she may have been involved in. Her “Green Seen” mail art show in 2010 was one of the biggest art events of the year in our very art-oriented little town. She kept her mail art well organized and would often sit and go through all the pieces she had received over the years. I believe that of all of the “communities” that Christine was a part of throughout her life, the international mail art community was one of those that she felt most comfortable in.

Christine was a woman of great courage, grace, dignity, and optimism—she never lost these qualities even in the face of the many difficulties that life threw at her, ending with the devastating diagnosis that she received in mid-September of 2012. What she had been told by her doctor to be severe heartburn turned out to be a deadly tumor that led to her death less than three months later. Her comportment in the face of her impending death greatly impressed her caregivers and loved ones. The staff at Hospice of the Fisher Home, where Christine spent her final month, still remember her with love.

By early December, 2012, Christine was in a greatly weakened condition, having been unable to eat anything at all for several weeks. She was slipping in and out of consciousness when, on her 64th birthday, December 3, 2012, she roused briefly and noticed that some of the flower bouquets in her room had withered blossoms. In a voice barely audible, she directed me to discard the withered blooms and rearrange what was left into a more presentable bouquet. She wasn’t happy with my efforts and finally told me to get rid of everything except one potted plant in bloom. She then directed me to go outside into the beautiful garden visible from her window and fetch her some plumes of ornamental grasses there. I, of course, did as asked and returned with a handful of the plumes. She tried to push one into the soil of the potted plant but didn’t have the strength. At her direction, I added the plumes to the potted plant, moving them around until she was satisfied with how it looked. It was the last work of art that Christine created. She died four days later, on December 7, 2012.

Wind blow wild
Shake the sky
Make the moon and rainbows fly

Nothing can hold me contain me
Control me
Nothing can keep me back
I run with the wind
I fly with hawks
I soar
I go places no one’s
Heard of before
I am free

My spirit is bright blinding light
My heart is silk
My mind is infinite
I am bliss

I see only colors flickers
Transparent
I am fragile
Too tender to live
Too sensitive for life
I retreat in peace
A loving acceptance

I have already mentioned Christine’s bird Little Spirit. She also had a very close relationship with her greyhound Khensu. Both of these creatures had died before I met Christine, but she had them both cremated when they died and had kept their ashes. Among Christine’s final requests was that the ashes of Little Spirit and Khensu be mixed with her own before I spread them at the designated spot. Many who have received art from Christine know how fond she was of glitter. Although she did not ask it, I took it upon myself to mix in a container of glitter I found in her studio to the ashes before they were spread. Even today, after so many months, early morning sunlight hitting the floorboards at my home will sometimes find a speck of glitter resting in a crack there and be reflected. When I see that sparkle, I think of Christine, and in my mind’s eye I can see her moving through the heavenly realms, Khensu at her side, Little Spirit flying on ahead, all of them trailed by glorious clouds of multi-colored glitter.
Douglas Dawson

Biografia di Christine Anne Tarantino / In Italiano

Biografia di Christine Anne Tarantino
(1948 – 2012)
“La mia anima è una poesia in fiore”
(My soul is a poem in bloom).

0 - Mise en Boite -  ChristineTarantino nel  2008

Christine Anne Tarantino è nata nel Bronx il 3 dicembre 1948, da Francesca Rita Russo e Anthony Thomas Tarantino. La sua famiglia si trasferì a Framingham Massachusetts, mentre Christine era ancora giovane, ha conservato bei ricordi di quel particolare periodo con la sua grande famiglia italo-americana. Christine nella tarda infanzia ha vissuto nella zona di Framingham e Cape Cod. Ha frequentato il Fitchburg State College, dove ha conseguito l’abilitazione all’insegnamento dell’Arte, diventando, dopo la laurea, insegnante a Westminster. Christine è sopravvissuta ad una esperienza di pre-morte avuta da una reazione allergica. Ha preferito vivere una vita naturale guidata da una consapevolezza spirituale. Negli ultimi trent’anni della sua vita il suo obiettivo primario è stato quello di dedicarsi completamente all’arte. Christine ha creduto fortemente nel potere di trasformazione delle parole, sia parlate che scritte. In considerazione di tutto ciò ha creato opere “Fluxus” tra immagine e parola, tra oggettualità e poesia visiva; collage con materiali organici trovati e soprattutto la partecipazione a tanti progetti internazionali di Mail Art; una rete artistica globale in cui l’arte si concretizza attraverso l’uso dell’invio postale ed elettronico, realizzando libri d’artista, edizioni uniche e importanti testi scritti. Le sue performance art consistevano in eventi e azioni artistici spesso a contatto con la natura. Nel solo 2012, prima di morire, Christine è stata presente in diverse importanti rassegne in Germania, Italia, Paesi Bassi, Irlanda, Nepal, e negli Stati Uniti. Ha tenuto diversi blog legati all’arte che avevano centinaia di visitatori ogni giorno da molti paesi diversi del mondo. Christine ha vissuto gli ultimi anni della sua vita con il suo compagno, Douglas Dawson. La solitudine e la bellezza naturale della sua fattoria a Wendell ha ispirato la sua creatività e il rispetto della natura. Era appassionata di giardinaggio, e difensore attento di qualsiasi animale che poteva essere maltrattato. Amava camminare nella Quabbin e guidare attraverso il Berkshires, soprattutto andare per i musei d’arte a North Adams e Williamstown. Christine Tarantino di Wendell, (Massachusetts), a 64 anni cessò di vivere il 7 dicembre 2012 presso Hospice della Fisher Casa a Nord Amherst, Massachusetts.

Biography of Christine Anne Tarantino

Biography of Christine Anne Tarantino
(1948 – 2012)
“My soul is a poem in bloom.”

0 - Mise en Boite -  ChristineTarantino nel  2008

Christine Tarantino, 64, of Wendell, Massachusetts, died on December 7, 2012 at Hospice of the Fisher Home in North Amherst, Massachusetts. She leaves her loving partner, Douglas Dawson, and their two cats, Oscar and Lucy; her brother, Peter Tarantino, of San Carlos, California; her nephew, Kyle, and her niece, Lauren; and many aunts, uncles, and cousins. One of the great joys of the past year of her life was the reconnections she was making with her family, especially her dear cousins. Christine Anne Tarantino was born in the Bronx on December 3, 1948, to Francesca Rita Russo Tarantino and Anthony Thomas Tarantino. Although her family moved to Framingham, Massachusetts, while Christine was young, she had fond memories of her life in the City: museums and shows, the Bronx Zoo, her large extended Italian-American family (especially the many artistic members), and the family bread business, Russo Brothers Bakeries. Christine’s later childhood and young adult life were spent in the Framingham area and Cape Cod. She attended Fitchburg State College, where she earned teaching certificates in Art and Education, and became a second grade teacher in Westminster upon graduation. Christine emerged from a near-death experience triggered by an allergic reaction with heightened sensibilities and an artistic focus. She rejected previously established family and career relationships and goals in favor of a natural lifestyle guided by rapid spiritual awareness and supernatural zeal. For the last thirty years of her life, although she continued as an educator in various part-time and temporary positions, including museum workshops and substitute teaching in many local schools, her overriding goal was to make Art. Also known as Words of Light, CHRISTAR, and the homeless poet, Christine believed strongly in the transformative power of words, both spoken and written. She believed that the exclusive use of positive words would advance one’s consciousness. Thoughtless or unkind words distressed Christine, and she tended to avoid situations where they could be found.
Christine created highly-regarded, Fluxus-inspired visio-textual art, including concrete/visual poetry; collage using organic/found materials; mail art, a global artist network in which art moves through mail as its medium; and artist books, unique and small editions of original writings/images in artistic book-related structures. Her performance/event art consisted of creatively planned or spontaneous, short or long-term, moments and actions of documented artistic engagement. In 2012 alone, Christine had her works included in Fluxus or artist book shows in Germany, Italy, The Netherlands, Ireland, Nepal, and the United States. She was one of the first contemporary American artists to have her work shown in Bhutan, the Kingdom of Happiness. She maintained several art-related blogs that had hundreds of visitors each day from many different countries. As a member of OPEN Fluxus, DoDo/DaDa ARTE POSTALE, and the International Union of Mail Artists, she was a shining light in an international network of artists devoted to cooperating, communicating, and collaborating. The solitude and natural beauty of her Wendell homestead nourished and inspired Christine. She was an avid gardener, an accomplished and creative cook, and a fearless defender of any animal she thought was being mistreated. She loved to walk in the Quabbin and drive through the Berkshires, especially to the art museums in North Adams and Williamstown. She took great pride in her personal appearance, occasionally remarking that she came from a long line of Italian beauties and wasn’t about to let them down. In accordance with Christine’s wishes, there will be no services. Contributions in her name may be made to the Franklin County Community Meals Program in Greenfield, Massachusetts; the Athol Animal Shelter or the Athol Public Library in Athol, Massachusetts; or Medicine Mammals, a wildlife rehabilitation facility, in Wendell, Massachusetts. More importantly, she would want you to write a poem, make some art, reach out to someone in distress, avoid harsh words, celebrate the divinity that is within you. Douglas Dawson extends his heartfelt thanks to the staff and volunteers of Hospice of the Fisher Home; to his friends and co-workers at the Franklin County Home Care Corporation; and to his friends and neighbors in the Wendell community. These wonderful people, with their compassion and love, lifted him up and held him steady, and allowed him to care for Christine through this most difficult time. Christine will be greatly missed by those who knew and loved her, and her Words of Light will shine on in the hearts of her fellow artists and others across the globe who have heard or read them.

“MISE EN BOITE / Collective International Exibition

“MISE EN BOITE / Almost a collective work”
INTERNATIONAL EXHIBITION
dedicated to Christine Tarantino

by Giovanni Bonanno
Critical text Douglas Dawson

December 7, 2014 – March 27, 2015
Opening: Sunday, December 7, 2014, 18:00
Ophen Virtual Art Gallery, Via S. Calenda, 105 – Salerno Tel / Fax 089 5648159
e-mail: bongiani@alice.it – Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/
Hours: daily from 17.00 to 20.30
2 - La mostra di Christine Tarantino
It opens Sunday, December 7, 2014, at 18.00, the international group exhibition titled: “MISE EN BOITE / Almost a collective work” by Giovanni Bonanno, that Space Ophen Virtual Art Gallery of Salerno dedicated artist Christine Anne Tarantino exactly two years after his death (7 December 2012). There are 87 works by as many important international authors who wanted to be present at this special occasion the American artist.

Exactly two years after the death of the American artist (7 December 2012), is organized the first international collective dedicated to her friends with the participation of several international artists that had long been in contact. Anne Christine Tarantino was born in the Bronx December 3, 1948, His family soon moved to Framingham Massachusetts. He attended Fitchburg State College. Christine has chosen to live a life in contact with nature led by an essentially spiritual. The American artist has strongly believed in the transformative power of words, spoken and written. In view of what has created works for several decades “Fluxus” between image and word, between objectivity and visual poetry; a sort of cross between writing and collage with organic materials found, and above all, active participation in many international projects in a global art network in which art is expressed through participation and choral collective of artists, creating interesting works in unique editions , artist’s books and other written texts. His performances in art consisted of artistic events and actions often in contact with nature. Only in 2012, before his death, Christine has been present in several important exhibitions in Germany, Italy, the Netherlands, Ireland, Nepal, and the United States. The solitude and natural beauty of his farm in Wendell inspired his creativity and respect of nature. He loved to walk in the Quabbin and driving through the Berkshires, especially to go to art museums in North Adams and Williamstown. Christine Tarantino Wendell, (Massachusetts), only 64 years passed away December 7, 2012 at Hospice of the Fisher House in North Amherst, Massachusetts.

For this particular occasion there are 87 artists with more than 135 works and several poems by various authors dedicated to Anne Christine Tarantino and a critical presentation titled (My soul is a poem in bloom) friend Douglas Dawson.

Artists participating in this International Review: Artisti presenti a questa Rassegna Internazionale: Christine Anne Tarantino, Anna Boschi, Paolo Scirpa, Ruggero Maggi, C. Mehrl Bennett, Simon Warren, Clemente Padin, Giovanni Bonanno, Carlo Iacomucci, Daniel Daligand, Pier Roberto Bassi, Lamberto Pignotti, Stathis Chrissicopulos, Marcello Diotallevi, Fernanda Fedi, Eugenio Giannì, Alfonso Caccavale, Luc Fierens, Bruno Cassaglia, Mauro Molinari, Rosa Gravino, Marina Salmaso, Lancillotto Bellini, Tomaso Binga, Roland Halbritter, Paolo Carnevale, Rolando Zucchini, Fulgor C, Silvi, Fernando Andolcetti, Emilio Morandi, Carl Baker, Claudio Parentela, Guido Capuano, Claudio Grandinetti, Giancarlo Pucci, Mabi Col, Antonio Sassu, Maurizio Follin, Carmela Corsitto, Adolfina De Stefani, G. Franco Brambati, Claudio Romeo, Gino Gini, Gianni Romeo, Giovanni Fontana, I Santini Del Prete, Ernesto Terlizzi, Roberto Scala, Jacob de Chirico, Francesco Mandrino, Mario Manzoni Sala, Vittore Baroni, Luisa Bergamini, Virginia Milici, Fernando Aquiar, Walter Festuccia, Rosanna Veronesi, Buz Blurr, Mariano Bellarosa, Fausto Paci, Angela Caporaso, Renata e Giovanni Strada, Salvatore Starace, Elisa Battistella, Lamberto Caravita, Pierpaolo Limongelli, Patrizia Battaglia, Domenico Severino, Antonio Baglivo, Pasquale Riccardi, Domenico Ferrara Foria, M. P. Fanna Roncoroni, Francesco Aprile, Marta Caccaro, Piero Barducci, Serse Luigetti, Roberto Zito, Gabriella Gallo, Maria Teresa Cazzaro, Miguel Zavarof, Rosa Biagi, Silvana Alliri, Jan Theuninck, Carolina Bsquets, Lorenzo Cleffi, Artista anonimo, Connie Jean.
CHRISTINE ANNE TARANTINO
SPACE OPHEN VIRTUAL ART GALLERY
Via S. Calenda, 105 – Salerno
December 7, 2014 – March 27, 2015
Opening: Sunday, December 7, 2014, 18:00
Hours: daily at 5:00 p.m. to 8:30 p.m.
e-mail: bongiani@alice.it
Web Gallery: http://www.ophenvirtualart.it/
Press: bongiani@libero.it